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Il migliori 20 fashion blog italiani - classifica di gennaio 2012
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Written by Redazione   
Tuesday, 03 January 2012 19:47
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Per completare la classifica dei top 20 blog italiani, la nostra redazione ha passato in rassegna ed ha analizzato oltre duecento blog. ATTENZIONE! Non abbiamo valutato la qualità, abbiamo valutato i numeri. In particolare, abbiamo valutato non solo il numero di contatti al blog, ma anche il tempo di permanenza sul sito, il numero di pagine viste e il tasso di rimbalzo (ovvero la percentuale di chi abbandona il sito dopo qualche secondo non avendo interesse a proseguire).

 

Top_20_blog_def

E’ questo il motivo per cui risultano essere stati inclusi blog dal dubbio gusto, abbastanza provinciali, un po’ caserecci. Ma non importa, li abbiamo inclusi per onestà intellettuale, perchè hanno un seguito davvero ragguardevole, e se hanno seguito, hanno successo.

Consideriamo il blogger alla stregua di un editore perchè offre informazioni ritenute interessanti per il suo lettore. Il numero di accessi al sito (i contatti) sono un dato importante, ma non determinante per il successo di un fashion blog o di un fashion magazine.

Se infatti i lettori entrano in un sito solo perchè attratti dalla curiosità di un articolo o da un richiamo qualsiasi, ma abbandonano il sto/blog dopo una manciata di secondi, è evidente che il sito non è di loro interesse; questo tasso di abbandono va valutato. Quindi, noi della redazione di Les Cahiers FM abbiamo tarato il numero di contatti, dando il giusto peso a tutti i dati analizzati (non solo il numero di contatti) e premiando i siti che riescono a trattenere il lettore sul loro blog/sito per un tempo maggiore, anche attraverso una navigazione su più pagine.

 

I primi venti blog in classifica sono quelli che ottengono i migliori risultati sulla base dell’analisi di tutti questi parametri.

 

Abbiamo fatto questo lavoro per il nostro lettore che si presume sia un marketing manager della moda che voglia sapere esattamente quali sono i blog più popolari, quelli su cui conviene investire.

Dunque non si pensi che questi siano i 20 blog migliori dal punto di vista della qualità. Sono i blog (puri blog) più seguiti in Rete, i più popolari.

 

Molti dei siti in classifica (potremmo dire quasi tutti) producono business.

Alcuni fanno puro product placement per conto delle aziende di moda (ovviamente dietro compenso), alcuni eseguono test drive per i modelli di automobili indirizzati a un pubblico femminile, alcuni eseguono product test (ricevono in regalo cosmetici da provare per poi descriverne proprietà e qualità), alcuni guadagnano abbastanza bene attraverso la pubblicità di Google o i banner, insomma l’impressione è che il blog come lo intendevano noi sia davvero morto.

 

Il blog 2.0 è basato sulla redditività. Per il lettore (e per il consumatore), il blog 2.0 è un mezzo di informazione di moda al pari di una testata regolarmente registrata in Tribunale.

Per le aziende di moda è un mezzo su cui investire (i grandissimi investitori, investono ancora un 75-80% sulla carta stampata e un buon 25-30% su Internet).

 

Abbiamo assunto che un blog sia, come cita Wikipedia, “un sito web, generalmente gestito da una persona o da un ente, in cui l'autore (il blogger) pubblica più o meno periodicamente, come in una sorta di diario online, i propri pensieri, opinioni, riflessioni, considerazioni ed altro, assieme eventualmente ad altre tipologie di materiale elettronico come immagini o video. Il nome blog deriva dalla contrazione di web e log, ovvero "diario in rete". Attraverso i blog, la possibilità di pubblicare documenti sul World Wide Web si è evoluta da privilegio di pochi (editori, università e centri di ricerca) a diritto di tutti (i blogger, appunto).”

 

Abbiamo dunque escluso dalla classifica, tutti i blog che si autodefiniscono tali ma che evidentemente non lo sono. In particolare abbiamo escluso:

  1. testate giornalistiche
  2. testate giornalistiche mascherate da blog
  3. blog che contano su redazioni ampie o un ampio numero di collaboratori (il blog è gestito da una sola persona, abbiamo incluso chi si avvale, al massimo, di un solo collaboratore)
  4. blog che raccolgono pubblicità tramite concessionarie pubblicitarie (perchè è evidente che le concessionarie non lavorano per blogger puri, le concessionarie lavorano solo con testate consolidate)
  5. blog non riconducibili ad un solo individuo, ma a progetti editoriali più ampi e istituzionali
  6. blog gestiti da anonimi
  7. blog di giornalisti professionisti o di direttori di riviste patinate, che scrivono già per grossi gruppi editoriali e che per questo godono del traino di uffici stampa, di redazionali sulla carta stampata o che sono ospitati presso i siti delle testate per cui già scrivono o ne sono i direttori
  8. blog che hanno già fatto il salto di qualità e che, pur essendo partiti dall’anonimato, si sono guadagnati notorietà a tal punto da essere assorbiti da testate già consolidate (con collaborazioni remunerate)
  9. blog ospitati da siti di gruppi editoriali
  10. wiki: un wiki è un sito che permette la creazione di contenuti da parte di utenti multipli (ad esempio Wikipedia è un enciclopedia fatta da chiunque voglia contribuire).

 

Siamo perciò rimasti nell’ambito dei blog che hanno deciso di mantenere la loro indipendenza, di restare autentici e liberi.

Con riferimento alle varie tipologie di blog non abbiamo applicato alcuna restrizione: c’è la studentessa, il retailer, l’appassionato di stile, l’appassionato di vintage, ci sono gli outfit blog, i blog dall’inclinazione più intellettuale, ecc ecc.

 

 

La classifica contenuta in questo articolo, ha validità un mese. Scadrà pertanto a fine gennaio 2012. Provvederemo ad aggiornarla puntualmente sul nostro sito, e saremo preparati a variazioni anche molto sensibili da un mese all’altro. Internet infatti non fa sconti a nessuno. Se per qualche ragione un sito non venisse aggiornato per quindici giorni consecutivi, o se prendesse a non offrire contenuti di interesse per i suoi lettori, precipiterebbe giù in classifica senza alcuna pietà da parte dei misuratori elettronici (il nostro strumento di valutazione principale è Alexa).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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