| Tippex: sparano a un orso |
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| Articoli - Ecce gaudium |
| Written by Redazione |
| Sunday, 24 October 2010 22:11 |
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Vogliamo citare come caso di marketing esemplare il grande successo che sta ottenendo in rete lo spot interattivo “A hunter shoots a bear”. Creato dall’agenzia francese Buzzman (specializzata in video virali e interattivi) per la tedesca Tipp-Ex, produttrice dal 1959 di articoli di cancelleria, tra cui il correttore a nastro oggetto dello stesso spot, è stato cliccato quasi 15 milioni di volte. È la storia di un simpatico cacciatore che viene attaccato da un orso. Lo spot si trasforma in gioco quando all’utente viene proposto di compiere un’azione: suggerire al cacciatore di sparare all’orso oppure di non farlo. Una volta scelto di sparare o non sparare, il cacciatore esce dallo spot e prende fisicamente in mano il correttore presente nel banner accanto al video (il banner che pubblicizza il correttore a nastro della Tipp-Ex). Con questo cancella la parola shoots dal titolo del video e invita l’utente a scrivere lui stesso una nuova parola (e dunque una nuova storia). È un gioco di scrittura e riscrittura, un vero e proprio storytelling digitale, con cui ci si può divertire a far compiere ai protagonisti (l’orso e il cacciatore) diversi happy end. Provate a scrivere (in tutte le lingue) le parole che vi vengono in mente: ama, danza con, mangia con, mangia, beve, canta, è, compra, gioca, dipinge, lotta, calcia... L’agenzia Buzzman ha previsto centinaia di filmati, e ha previsto anche la digitazione di parole più volgari, per le quali peraltro è stato pure previsto un filmato, ben sapendo che nel target dei consumatori di correttori ci sono anche gli adolescenti, che più si divertono con i giochi interattivi. Lo spot è preceduto dalla sigla NSFW (not safe for work), a indicare proprio il rischio di incappare in un collegamento a materiale esplicito, volgare o potenzialmente offensivo durante l’orario di lavoro, a scuola o in situazioni di privacy limitata. Operazione di marketing riuscitissima, anche dal punto di vista semiologico: il correttore serve proprio a “riscrivere”, e qui ognuno può scrivere e riscrivere la propria storia. Successo meritato, dunque. Tuttavia, non si tratta del primo esperimento di questo tipo; in rete si possono infatti trovare tracce di spot analoghi che risalgono al 2004. I marketing manager di ogni settore sono avvisati: stay tuned. |






