| Quattro anni di Les Cahiers FM! |
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| Scritto da Ugo Cisternino e Paola Vee |
| Martedì 10 Gennaio 2012 00:07 |
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La distribuzione geografica dei lettori di Les Cahiers Fashion Marketing (magazine digitale) - le zone in verde indicano le zone coperte, più il verde è carico più lettori ci sono. Fonte: Google Analytics
Con il 2012, Les Cahiers Fashion Marketing festeggia il quarto anno di attività. Abbiamo iniziato nel 2008 con curiosità e materno orgoglio, grande entusiasmo e autentica trepidazione. Moltissime inquietudini hanno affollato la nostra mente (e per certi versi continuano ad affollarla), ma siamo andati avanti con la determinazione di chi vuole raggiungere il suo obiettivo. E il nostro obiettivo era... quello di realizzare un progetto ambizioso: creare un prodotto editoriale nuovo, che puntasse tutto sui contenuti piuttosto che sull’immagine. Che parlasse di tutto fuorché di stile e tendenze. Che non sfiorasse nemmeno per un atomo di secondo l’attualità (abbiamo autorevoli magazine rivolti al trade che lo fanno già). Che fosse rivolto a un pubblico dall’inclinazione più intellettuale, con un ruolo di responsabilità in ambito moda e soprattutto esigente. Tenacemente esigente.
Nel nostro settore non si era mai visto prima. Così, in questi quattro anni, i temi del management e dell’economia della moda si sono intrecciati e inseguiti sui nostri mezzi: carta stampata e sito, mailing diretto e social network. In uno stile asciutto e divulgativo, per soddisfare la voglia di informazione e aggiornamento di un lettore altamente qualificato e cultore della materia. Se siamo ancora qui oggi è perché voi lettori ci avete voluto. Ci avete seguiti nel nostro progetto, comprendendolo, e apprezzando il valore dei nostri contenuti. Aspettando pazientemente i nostri articoli, talvolta sollecitandoli. Grazie. Siete il nostro motore, la nostra energia. Un grazie speciale va a tutti gli esperti che hanno creduto nel nostro progetto, lo hanno sostenuto e ci hanno incoraggiato ad andare avanti. Ci riferiamo in particolare ai professori dell’Università Bocconi e del Politecnico di Milano, di cui seguiamo avidamente, con una grandissima sete di sapere, ogni iniziativa. Un grazie anche a coloro che ci hanno deriso e ridicolizzato, una prassi piuttosto comune in Italia con ogni nuovo entrante, in tutti i settori in cui i territori sono ben segnati. Dapprima ti deridono e ti ridicolizzano, poi ti osteggiano, infine quando tutto è inutile, ti invitano a nozze, pacche sulle spalle e amici più che mai. Non ci siamo mai avviliti. Anzi, resilenti come il metallo, abbiamo tirato dritto. Non possiamo dimenticare di ringraziare i giornalisti che ci scopiazzano e i consulenti che ci plagiano: siamo evidentemente sulla buona strada. È evidente che i nostri articoli piacciono anche a loro.
Il consenso attorno al nostro progetto è cresciuto di anno in anno, e non lo misuriamo solo analizzando i dati di redership (cfr. paragrafo successivo La readership di Les Cahiers), ma anche compiacendoci del privilegio del sostegno di un comitato tecnico scientifico, composto da Francesca Romana Rinaldi, docente dell’Università Bocconi, e Francesco Morace, sociologo della moda e presidente del Future Concept Lab (cfr. paragrafo successivo Comitato tecnico-scientifico). Vi anticipiamo anche che il comitato è destinato ad ampliarsi.
“Immagino che nel prossimo futuro l’industria più profittevole, in Rete, sarà quella dei contenuti, esattamente come l’industria dell’intrattenimento lo è stata per il broadcasting”. Lo ha ipotizzato nel lontano 1996 Bill Gates. E quel prossimo futuro a cui si riferiva Gates è già qui. Dapprima, ci siamo tutti innamorati di Internet; in seguito, dal punto di vista imprenditoriale, abbiamo cercato di capire come sfruttarne al massimo tutte le potenzialità; ora sappiamo che bastano pochi investimenti per costruire un bel sito in Rete; ma abbiamo davvero compreso che ciò che fa la differenza tra un sito e un altro, tra un magazine e un altro, tra un blog e un altro, è il contenuto? Noi di Les Cahiers sui contenuti abbiamo puntato tutto. E non solo perchè Atovee è una fabbrica di contenuti (ne produciamo anche per conto terzi, come agenzia di comunicazione), ma anche perchè sappiamo bene che un sito o una rivista dalla grafica accattivante e una folta schiera di commerciali, non bastano ad attrarre lettori. E da quando c’è Internet sono proprio i lettori a fare la differenza, sono loro l’ago della bilancia. Suona come la scoperta dell’acqua calda ma ci deve far riflettere su come l’editoria della moda in Italia aveva perso di vista l’obiettivo: diffondere un’informazione di qualità. Su Les Cahiers Fashion Marketing, il focus sulla qualità dei testi toglie ogni spazio alla pubblicità (cfr. paragrafo successivo Modello di business). I nostri articoli (o i nostri post sul magazine online) non sono in vendita. Non stupitevi se leggendo Les Cahiers, su tutti i nostri mezzi, non troverete pubblicità: per noi, the content is king.
La readership di Les Cahiers Nel nuovo paradigma della pubblicità, non conta sapere quante persone potrebbero vedere il vostro messaggio, ma conta sapere se il target presta attenzione e risponde. Prof. Giuliano Noci, Politecnico di Milano Lo spirito con cui implementiamo ogni nostra strategia è quello sintetizzato dal prof. Noci. Ciò che per noi più conta è la rilevanza, non la dimensione del nostro pubblico. Non ci interessa sparare i nostri messaggi a una base di lettori che non ci leggerà mai. La nostra non è e non sarà mai carta straccia. E le nostre newsletter online non saranno mai spam. In questi anni abbiamo costruito una base fedelissima di lettori: è il nostro patrimonio, non la vogliamo perdere. Certamente siamo interessati ad ampliarla il più possibile, ma siamo consapevoli che questo tipo di viralità richiede tempo e pazienza. Ne avremo. Non ci interessa avere su Facebook migliaia di fan se il nostro lettore è principalmente un uomo maturo che su Facebook non ha tempo da perdere. Oggi siamo in overload informativo, spiega il prof. Noci, il pubblico è in overload informativo: noi produciamo meno articoli rispetto ad altri editori che operano nel nostro stesso segmento (B2B della moda), ma sono di buona qualità. Essenziali per chi li riceve. I risultati ci danno ragione: l’attenzione del nostro target è altissima, infatti Les Cahiers Fashion Magazine (versione digitale) è il magazine più letto in Rete nel segmento B2B: Tempo medio di permanenza del lettore sul sito: 19:00 minuti (contro una media di 2:50) Pagine viste per utente: 11,6 pageviews/user (contro una media di 1,5/2) Tasso di rimbalzo: 26,6% (contro una media del 60%). Interpretazione del dato: più basso il valore, migliore il risultato. Profilo del lettore: 35-50 anni; 55% uomini - 45% donne; altamente qualificato, svolge un ruolo di responsabilità all’interno della propria organizzazione; elevato potere d’acquisto e decisionale. Il nostro lettore proviene da: Aziende Moda Uomo-Donna: 30%
Comitato tecnico-scientifico
A partire da gennaio 2012, Les Cahiers Fashion Marketing si è dotata di un comitato tecnico-scientifico deputato allo sviluppo della linea editoriale e al controllo della qualità dei contenuti. Attualmente è composto da Francesco Morace e Francesca Romana Rinaldi, ma è certamente destinato ad ampliarsi. Francesco Morace Sociologo, scrittore e giornalista, Francesco Morace lavora da oltre venti anni nell’ambito della ricerca sociale e di mercato, ed è il Presidente di Future Concept Lab, uno dei centri più avanzati della ricerca di marketing e nella elaborazione e previsione di tendenze di consumo. Con attività e clienti in Europa, USA, Asia e Sudamerica, Future Concept Lab nasce come progetto globale. Ha sede a Milano e, da gennaio 2011, è stata aperta anche la nuova sede di San Paolo (Brasile). Future Concept Lab ha corrispondenti in venticinque paesi del mondo, realtà che ha generato una piattaforma virtuale: il Genius Loci Lab.
Francesca Romana Rinaldi Francesca Romana Rinaldi insegna Management delle imprese della moda e del lusso presso l’Università Bocconi e presso la Scuola Direzione Aziendale dello stesso ateneo (SDA Bocconi), in cui è faculty member del Master in Fashion, Experience & Design Management (MAFED). La sua ricerca è focalizzata sulle strategie digitali e sulla moda sostenibile. E’ anche giornalista e blogger (http://bio-fashion.blogspot.com).
Modello di business Les Cahiers Fashion Marketing non potrebbe esistere senza il sostegno di aziende lungimiranti, visionarie ed estremamente competenti dal punto di vista della responsabilità sociale di impresa, che poche, fra tante, hanno capito la portata culturale della nostra rivista e ne sostengono finanziariamente il progetto. Les Cahiers Fashion Marketing non si sostiene attraverso la pubblicità ed è totalmente slegata da ogni logica commerciale. Il nostro unico e solo obiettivo è la diffusione di un’informazione di qualità, oggettiva e indipendente. La nostra ossessione è l’ossessione che ogni editore degno di questo nome dovrebbe avere: diffondere cultura. Lo sponsor del tabloid del primo trimestre è Il Gufo, la più prestigiosa insegna italiana di luxury childrenswear.
Grazie alla meravigliosa squadra che da quattro anni, con slancio e abnegazione, lavora per rendere Les Cahiers un prodotto sempre migliore. Shelby Catino, Brunella Paciulli e Monica Vacca sono persone speciali che hanno accettato di condividere un un’idea, un pensiero, un sogno.
Ugo Cisternino e Paola Vee |




