| I migliori 50 fashion blog italiani |
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| Scritto da Redazione |
| Mercoledì 22 Febbraio 2012 12:44 |
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PRIMA DI LEGGERE LA CLASSIFICA DEI MIGLIORI 50 FASHION BLOG ITALIANI VI CHIEDIAMO DI LEGGERE ATTENTAMENTE L'ARTICOLO CHE SEGUE.
I migliori 50 fashion blog italiani
Per completare la classifica dei top 50 fashion blog italiani, la nostra redazione ha passato in rassegna ed ha analizzato i dati di oltre trecento blog.
Criteri di inclusione nella lista
Dal momento che, dal punto di vista del marketing manager, un blog è un mezzo su cui si può investire (e dal momento che al marketing manager non interessa sapere se un blog è stato registrato in tribunale o no, se è concepito e realizzato da una persona sola o da una team di giornalisti esperti…), a partire dal mese in corso abbiamo incluso nella nostra classifica tutti i blog che si presentano come tali (inclusi quelli che sono stati registrati come testate, quelli che fanno capo a gruppi editoriali consolidati, quelli gestiti da note giornaliste di moda), senza esclusioni di sorta.
Tuttavia, dobbiamo specificare che sono stati inclusi i blog che fanno capo al proprio dominio e che sono stati ideati come blog, ed esclusi dunque i blog concepiti come sezioni all’interno di testate più generaliste o di portali. A titolo di esempio, risulta essere stato inserito in lizza il blog di Anna Dello Russo, editor at large di Vogue Japan (perché il dominio analizzato è www.annadellorusso.com, il suo blog personale e indipendente) ed escluso invece quello di Franca Sozzani, www.vogue.it/magazine/blog-del-direttore, in quanto sezione della testata vogue.it. Idem per il blog “Bucce di banana” della stimatissima Giusy Ferrè, escluso perché sezione del portale leiweb.it. I blog inseriti in lista dunque sono blog aperti come tali e registrati con domini indipendenti (da chiunque abbia voluto farlo) e non i blog che godono del traino dei portali o delle testate editoriali all’interno dei quali sono ospitati.
Note metodologiche Posto che tutti i domini sono stati analizzati utilizzando Alexa, la nostra redazione ha rielaborato tutti i dati sulla base del criterio della RILEVANZA. Invitiamo tutti i lettori di questo articolo a riflettere sul fatto che, in ambiente digitale e multicanale, il marketing tradizionale (riferito alle logiche editoriali, proprie dell’ambito di cui stiamo parlando) non ha più senso. Invitiamo i nostri lettori ad abbandonare la logica del marketing classico (che nell’editoria coincide con il modello “Spray and Pray”) e a ripensare il processo di marketing all’interno dei nuovi contesti. Cosa conta di più per l’investitore? Conta che il suo messaggio, la sua comunicazione, la sua pubblicità sia effettivamente letta e recepita. Su Internet ci può essere molta dispersione. A differenza di quanto accade per la carta stampata, la tecnologia digitale offre molti strumenti al marketing manager per misurare il ritorno del proprio investimento. Ma c’è di più: la tecnologia gli permette di valutare al meglio, a priori, il mezzo su cui investire. E il criterio che guida il marketing manager più preparato è quello della rilevanza. Noi che ci occupiamo di marketing sappiamo che l’ossesione dei marketing manager è la rilevanza, non il numero di contatti. A cosa mi serve investire su un blog che ha il maggior numero di accessi (perché magari supportato dalla pubblicità, da uffici stampa potentissimi, o da quant’altro) se poi il tasso di abbandono del sito è vicino al 70%, le pagine viste sono poco più d’una, se il tempo di caricamento del sito è lentissimo e se il tempo di permanenza sul sito è di poco più di un minuto? Altra cosa è investire su un blog che ha un numero di accessi dignitoso (Inteso comunque come medio-alto), un tasso di abbandono del 20% (che si può considerare fisiologico), 3 o 4 pagine viste, tempi di caricamento del sito molto brevi e tempo di permanenza sul sito di 15 minuti. Dal momento che il blog è una testata di moda a tutti gli effetti, e che si suppone che qualcuno lo legga e che spenda del tempo per leggerlo, è lapalissiano che abbia più rilevanza un blog del secondo tipo descritto piuttosto che il primo. Se anziché di moda ci occupassimo di meteo, il criterio di valutazione di un sito sarebbe tutt’altro (sarebbe quello degli accessi e non quello della rilevanza, perché si suppone che chi si collega al sito del meteo lo faccia per i secondi necessari a verificare la temperatura del giorno e via).
In questa classifica i dati analizzati sono stati: 1) numero di accessi al sito; 2) posizione nel ranking di Alexa; 3) numero di pagine viste; 4) tempo di permanenza sul sito; 5) tasso di abbandono (bounce); 6) tempo di caricamento del sito.
Come abbiamo detto, il numero di accessi al sito (i contatti) sono un dato importante, ma non determinante per il successo di un fashion blog o di un fashion magazine.
Per questo motivo, noi della redazione di Les Cahiers FM abbiamo tarato il numero di contatti, dando il giusto peso a tutti i dati analizzati (non solo al numero di contatti) e premiando i siti che riescono a trattenere il lettore sul loro blog/sito per un tempo maggiore, anche attraverso una navigazione su più pagine. I primi cinquanta blog in classifica sono quelli che ottengono i migliori risultati sulla base dell’analisi di tutti questi parametri.
La classifica contenuta in questo articolo è stata chiusa il 21 febbraio 2012. Ha validità un mese. Scadrà pertanto a fine marzo 2012. Provvederemo ad aggiornarla puntualmente sul nostro sito, e saremo preparati a variazioni anche molto sensibili da un mese all’altro. Se per qualche ragione, infatti, un sito non venisse aggiornato per quindici giorni consecutivi, o se prendesse a non offrire contenuti di interesse per i suoi lettori, precipiterebbe giù in classifica senza alcuna pietà da parte dei rilevatori elettronici, che sono lo strumento che usiamo per compilare la classifica.
QUESTA CLASSIFICA NON E' UN GIUDIZIO SULLA PROFESSIONALITA' DELLE FASHION BLOGGER. E' UNA CLASSIFICA CHE FA RIFERIMENTO SOLO AI RISULTATI E ALLE PERFORMANCE DEI SINGOLI FASHION BLOG IN RETE. |








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