L’anno della scimmia: vero business per i retailer?

E’ davvero tutto oro quello che luccica?

Year of the monkey Bloomingdale

La shopping bag di Bloomingdale

Inizia oggi, 8 febbraio 206, ufficialmente, l’Anno della Scimmia, dodici mesi dedicati al segno che rappresenta intelligenza, arguzia e personalità magnetica.

E mentre il popolo asiatico festeggia con lanterne, fuochi d’artificio, balli e maschere il capodanno lunare, i brand di tutto il mondo cavalcano l’onda e l’entusiasmo dei primi consumatori mondiali (con uno scontrino medio di € 850 i consumatori cinesi hanno soppiantato quelli russi nel mercato italiano), offrendo loro prodotti dedicati allo zodiaco cinese. Questo mercato di consumatori è importantissimo, se si pensa che nel 2000 rappresentava l’1% dei consumatori mondiali e che nel 2015 ha rappresentato un terzo del mercato globale, più di Europa e Usa messi assieme.

Il calendario cinese è un calendario lunisolare. Segue infatti sia il calendario solare sia quello lunare. Benchè oggi la Cina e gran parte dell’Asia Orientale abbiano adottato ufficialmente il calendario gregoriano, l’antico calendario cinese continua ad essere osservato soprattutto per la grande atmosfera di festa che permea la vita di tutti gli asiatici. Anche noto col nome di Festa di Primavera, è la più importante festività annuale in Cina, paragonabile alle festività natalizie dei paesi occidentali.

I festeggiamenti tradizionalmente durano 15 giorni. Le famiglie si riuniscono e si scambiano regali, in particolare buste rosse contenenti denaro.

Vediamo in dettaglio qualche prodotto realizzato per questa speciale occasione.

E vedremo più avanti se questa politica di push marketing porta davvero ai big brand i suoi frutti o no.

Questo articolo può essere arricchito dai nostri lettori in un’ottica di user generated content.

Se vuoi far conoscere ai nostri lettori le iniziative del tuo brand, scrivi alla Redazione (redazione@atovee.com).  Incorporeremo nuovi prodotti dedicati all’Anno della Scimmia nell’articolo e lo invieremo al nostro database tramite newsletter il prossimo Venerdì.

Cipria compatta Estée Lauder

Cipria compatta Estée Lauder

Happy Monkey Toy, di Papinee (papinee.com)

Happy Monkey Toy, di Papinee (papinee.com)

Scimmia in cristallo di Baccarat

Scimmia in cristallo di Baccarat

T-shirt di Markus Lupfer

T-shirt di Markus Lupfer

Coach si è spinto un po’ più in là: ha realizzato “la busta rossa” in pregiatissima pelle.

Il portafoglio di Coach

Il portafoglio di Coach

coach year of the monkey 2

Non mancano all’appello i brand sportivi:

Nike Air

Nike Air

Chopard L.U.C XP URUSHI

Chopard L.U.C XP URUSHI

Caran d'Ache

Caran d’ache

Diane Von Furstenberg

Diane Von Furstenberg

Goldgenie, case per IPhone 6s in oro 24 k

Goldgenie, case per IPhone 6s in oro 24 k

Harry Winston

Harry Winston

Jaquet Droz

Jaquet Droz

Jaquet Droz 2

Moleskine

Moleskine

Vacheron Constantin

Vacheron Constantin

Theo Fennel charm in oro rosa e diamnate nero

Theo Fennel charm in oro rosa e diamnate nero

Roberto Coin

Roberto Coin

Ma è tutto oro quello che luccica?

Sono iniziative, queste, che incontrano davvero l’opinione favorevole dei consumatori asiatici?

Da un analisi del parlato, effettuata sulla nostra piattaforma interna dell’Osservatorio Internazionale sui Fashion Blog,  si direbbe proprio di no.

C’è un forte sbilanciamento dei commenti, nei blog, in favore di un sentiment negativo:

– “Come possono pensare che ci venga in mente di acquistare ciò che appare scimmiottamento (nome omen nell’Anno della Scimmia) di un prodotto di lusso?”

– “Perchè dovrei spendere tutto questo denaro per un oggetto di lusso a sicura scadenza?”

– “Queste sono truffe ai nostri danni”.

– “E’ solo sfruttamento commerciale”.

Insomma, sembra proprio che le case di moda siano legate a vecchie logiche “push” di marketing e non abbiano capito ancora che il nuovo marketing, anche e soprattutto da quando ci sono i social media, segue una prospettiva di tipo outside-in, anche detta pull. Meglio ascoltare il sentiment della Rete, e dei consumatori, e cercare di soddisfare i loro reali bisogni piuttosto che sfregarsi le mani in attesa di una vendita che non ci sarà mai.  Oggi il marketing deve essere parte di una strategia di mercato “proattiva”, in cui l’impresa abbia un ruolo propositivo nei confronti dei bisogni del mercato. E tali bisogni si possono comprendere solo “ascoltando” il mercato. Il consumatore cinese non è più lo stesso di qualche anno fa. Non è più un consumatore passivo. E per capirlo realmente bisogna entrare più in empatia con la sua cultura, il suo modo di pensare e di vivere.  Bisogna inoltre considerare che all’interno dell’area asiatica, e all’interno della stessa Cina, convivono profili di consumatori molto diversi tra loro.

Come dunque i brand del lusso intendono lavorare nel corso di quest’anno per affrontare con successo l’Anno del Gallo, il prossimo Capodanno Cinese?

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